Roland Garros, Volandri: “Il clima fa la differenza, dal lato nostro soffriamo meno il caldo”
Anche senza Sinner, il Roland Garros parla italiano. La bandiera tricolore svetta fiera all’ombra della Torre Eiffel, grazie a un sorprendente tris composto da Matteo berrettini, Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Tutti e tre saranno agli ottavi, una bella impresa che giustifica speranze e ottimismo. Sentimenti che si intravedono anche nelle parole del capitano di Coppa Davis Filippo Volandri, intervenuto ai microfoni di SuperTennis. D: Filippo, in questo Roland Garros aperto ed imprevedibile, l’Italia arriva agli ottavi con tre meravigliose punte, a conferma di un movimento estremamente in salute, anche quando manca il suo diamante più luminoso. Volandri: “Sì, è vero. Jannik ci ha abituato a vederlo sempre in fondo ai tornei, ma il tennis italiano ci ha abituato che anche quando Jannik raramente non arriva in fondo a un torneo, abbiamo delle ottime notizie. Ottime notizie in questo Roland Garros sono Arnaldi, Flavio e Berrettini e noi ce li teniamo stretti. Abbiamo visto ieri la capacità di soffrire, reagire, far girare le partite. Cobolli l’abbiamo visto molto ordinato, soprattutto dal punto di vista tattico, ha giocato una partita pulita, accorgendosi anche che dall’altra parte del campo c’era un avversario che arrivava stanco dalle maratone, però non ha avuto nessuna sbavatura, che era la cosa più importante. Berrettini ha fatto l’uomo da grande sessione come sempre, ha lavorato tanto su se stesso, ha fatto tutti gli sforzi, lo sta facendo adesso e ha dimostrato ancora una volta di essere un grande campione. E Arnaldi è in grande ripresa. Tra l’altro, prima del match di Arnaldi, io sono passato dal match di Flavio per andare verso quello di Matteo e Arnaldi mi ha detto: ‘Facile tre set, eh. Vedrai che stasera ci rifacciamo’, perché ovviamente le sue partite sono così. Aveva ragione. Perché è stata un’altra partita epica in cinque set. Ma alla fine è stato bravo a portarla a casa, ed è un’ottima notizia visto il periodo complicato che ha passato.” La nuova vita di Cobolli D: Assolutamente, tre storie diverse e tre storie importanti. Per quanto riguarda Flavio, lui che è testa di serie numero 10, c’è il grande orgoglio di leggere quel 10 accanto al suo nome e sta veramente rispettando lo status che ormai ha trovato. Molto focus, molto concentrato. Penso che ti farà anche piacere che in conferenza stampa abbia detto: ‘L’esperienza in Coppa Davis mi ha aiutato tantissimo a saper gestire la pressione in momenti importanti, in palcoscenici importanti, come ad esempio uno Slam, soprattutto quando si parte da favoriti.’ Volandri: “Io credo che la Davis lasci sempre qualcosa a qualcuno e quello è il nostro obiettivo, a prescindere dal risultato che abbiamo in Davis. Per noi l’importante è che i ragazzi continuino a crescere, mi fa piacere che arrivi questo tipo di consapevolezza. Abbiamo lavorato tanto anche sulle preparazioni dei tornei importanti per Flavio, con Stefano abbiamo parlato delle programmazioni. Adesso non si gioca più, rispetto a prima, la settimana prima del grande appuntamento, del grande Slam. In modo tale da arrivare poi nelle partite che contano quantomeno con una capacità fisica, di endurance importante, è fondamentale e questi sono i frutti. Dall’altra parte, quando c’è Jannik le pressioni vanno tutte su Jannik, un po’ meno sugli altri, però vanno giustamente anche sugli altri. Ma sappiamo che abbiamo dei ragazzi con le spalle larghe.” La rinascita di Berrettini D: A proposito di spalle larghe. Matteo Berrettini ieri ha giocato la partita più lunga della sua carriera, mai era andato oltre le 5 ore di gioco. Ci ha fatto soffrire ma ci ha fatto tanto gioire, per un Matteo che siamo molto felici di vedere a suo agio con il proprio corpo e soprattutto in salute. Però il recupero sarà molto importante in vista del prossimo appuntamento, con Cerundolo. Anche lui è stato parecchio in campo, però l’esperienza e la caratura di Matteo ci fanno dire che l’occasione è ghiotta, ma dovrà recuperare. Volandri: “Il recupero sarà la parte più importante. Cerundolo da un lato ha giocato tanto, ma a parte un’età diversa ha anche una capacità e un’abitudine a giocare tanto e a recuperare in fretta. Per quanto riguarda Matteo, le partite così lunghe ultimamente non sono state tante. Quindi sarà importantissimo il giorno di oggi, che sarà ovviamente un giorno off. Però Matteo anche ieri ha dimostrato che, quando il suo avversario probabilmente fisicamente ne aveva di più, ha tante altre armi. Come il servizio e la capacità di gestire quei momenti che in pochi hanno, e ancora una volta ha dimostrato di essere un grande.” D: E poi veramente tra quelli rimasti è tra coloro che hanno più esperienza quando si va avanti in certi tipi di tornei importanti così.Volandri: “Sì, poi è una parte di tabellone aperta, dove tutti, sia i nostri che gli altri giocatori, hanno una possibilità, e anche questo è un fattore. Però dall’altra parte siamo una squadra unita e cerchiamo di sostenerli quotidianamente.” Arnaldi e il clima D: E allora veniamo a Matteo Arnaldi, che veramente è arrivato qui e abbiamo potuto vedere la sua voglia incredibile di tornare a giocare a tennis, quel maledetto infortunio al piede che tanto l’aveva condizionato e che, primo turno, secondo turno, terzo turno, facendo il calcolo delle ore si vede evidentemente che anche lui adesso sta bene o quantomeno sa come gestirlo e sa come riconoscere quel dolore. Volandri: “Vero, verissimo, sta bene, sta molto meglio. Da Cagliari in poi lui ha imparato anche a gestire, anzi forse Cagliari è stato il primo torneo dove ha giocato partite senza sentire dolore, e questo è molto importante, così come Roma, così come partite come quella di ieri. Sono partite che gli danno fiducia, soprattutto perché Matteo ha bisogno del suo corpo per poter performare e lo sta facendo alla grande, con una grande attitudine. E magari prima arrivavano più momenti in cui aveva qualche piccola sbavatura, ieri l’ha avuta soltanto in un game, ma è stato bravissimo a rientrare subito in carreggiata e a portarla a casa da grande campione, e sono stati tutti e tre veramente bravi.” D: Senti Filippo, un’ultimissima cosa: sta cambiando il vento, letteralmente, perché sta cambiando il meteo. Speriamo che non cambi il trend, ma sappiamo come in questo sport anche le condizioni meteorologiche abbiano dei risvolti pratici sul campo, sul tipo di gioco.Volandri: “Dal lato nostro soffriamo meno il caldo e anche dal lato dei giocatori abbiamo giocatori che sanno adattarsi anche a quel tipo di condizioni. Ovvio che il caldo, anche per Matteo, consente alla palla di saltare di più, di fare ancora più male. Se si abbassano le temperature di 7-8 gradi anche questo sarà un fattore, ma insomma un giorno per adattarsi e poi vediamo“. ...